lunedì 13 novembre 2017

Cioccolata Belga


....buon lunedì, inizio di una nuova settimana, alleggeriamolo con una cioccolata!
Oggi per il Calendario del cibo italiano è la giornata dedicata alla cioccolata in tazza, io insieme ad un gruppo di foodblogger, facciamo il giro del mondo con varie versioni, io ho fatto la cioccolata Belga, aromatizzata alla cannella, profumata e perfetta per queste prime giornate di freddo, chi sa dire no, davanti a questa tazza fumante?? Nessuno!! Noi ce la siamo goduta un pomeriggio per merenda, vi lascio alla ricetta una buona settimana, un abbraccio, Fabiola.

Ingredienti:
  • 200 ml di latte
  • 100 g di cioccolato fondente
  • 100 g di cioccolato al latte
  • 2 cucchiai di fecola 
  • 1 cucchiaino da te di cannella
  • 2 cucchiai di zucchero
in pentolino unite latte e zucchero, fate sciogliere, al primo bollore, abbassate la fiamma e aggiungete i due cioccolati tagliati finemente, fate sciogliere lentamente mescolando di continuo, unite la fecola e la cannella, attenzione alla formazione di grumi, mescolate finchè la cioccolata non si addensi, servite subito.



martedì 7 novembre 2017

Cupcakes al peperoncino e limone


..oggi il post è piccante!!
Buongiorno e ben ritrovati, un post particolare, piccante e molto....grazie al Calendario del cibo italiano ho auto la possibilità di scoprire un mondo a me sconosciuto, quello del peperoncino, ho sempre è solo usato il caienna, mio padre lo coltiva quindi non abbiamo mai avuto l'esigenza di comprarlo, ignorante in materia non sapevo neppure quante qualità ce ne fossero e che ogni una si adatta, in modo differente , ad ogni singolo ingredienti dalla frutta alla dolce, insomma esiste un mondo parallelo "pepato 😊". Grazie a Peperita, azienda che produce ben 17 tipi di peperoncino ho imparato, nel mio piccolo, a capirci qualcosa, Rita, la titolare ci ha insegnato a gustare e abbinare ogni peperoncino facendo un test prima, sinceramente non avevo idea di cosa preparare, inizialmente mi sentivo un pò persa, l'unica cosa di cui ero certa: che volevo preparare un dolce. 
Questi cupcakes, nascono in modo casuale, mentre faccio dei semplicissimi muffin per la colazione,  mescolando i miei occhi vanno nella scatola "pepata" e penso perchè non provare a fare un test con l'impasto a crudo, così è stato, aggiungo anche il limone vedo che non è male e faccio una piccola prova, test andato sapore dopo la cottura, assolutamente nuovo e gradevole, ecco che nasce la ricetta, magari banale, ma per me no! Ovviamente ho abbinato una ganache al cioccolato fondete e peperoncino, che completa i cupcakes! Soddisfatta del mio lavoro, e cosciente che devo usare molto di più il peperoncino nei miei piatti. Vi lascio alla ricetta augurandovi una buona giornata, Fabiola.

Ingredienti:
  • 130 g di farina 00
  • 1 uovo
  • 130 g dii zucchero semolato
  • succo di mezzo limone
  • 70 ml di latte
  • 40 g di burro
  • 1 cucchiaino di lievito per dolci
  • 1 punta di cucchiaino di peperoncino n°6 scotch bonnet
per la ganache:
  • 100 g di panna fresca
  • 150 g di cioccolato fondente
  • 1 pizzico di peperoncino n°6 scotch bonnet
Preriscaldate il forno a 180° C. Nel frattempo in due ciotole, diverse, unite in una gli ingredienti solidi: farina, zucchero, lievito e peperoncino, nell'altra latte, uovo sbattuto, limone e burro fuso, mescolate per bene, unite gli ingredienti liquidi a quelli solidi lentamente, amalgamate, prendete uno stampo per mini muffin, io Pavoni, imburrate, riempite ogni muffin, per 3/4, infornate per 15 minuti, sfornate, fate raffreddare completamente. 

Preparate la ganache, in un pentolino fate riscaldare la panna, senza farla bollire, versate il cioccolato tagliato finemente e mescolate finchè non si addensi, togliete dal fuoco unite il peperoncino, io ho fatto diverse prove affinchè ho trovato la giusta dose da mettere, assaggiate man mano che si raffredda. Appena la ganache è del tutto fredda riponete in frigo per 20 minuti. Montate con le fruste elettriche finchè non raggiunge la consistenza per decorare i cupcakes. Con una sac a poche decorate ogni cupcakes, ultimate la decorazione con piccoli peperoncini realizzati con pasta di zucchero rossa e verde. Servite.



venerdì 3 novembre 2017

Mustazzuoli per il Calendario del cibo italiano



Ingredienti:

  • 250 g di mandorle tritate
  • 500 g di farina 00
  • 500 g di farina di rimacino
  • 250 g di strutto
  • 200 g di zucchero
  • 15 g di ammoniaca
  • 1 fiala di aroma di arancia
  • 1 cucchiaio di cannella
  • 10 chiodi di garofano tritati
  • miele di fichi q.b.
per la decorazione:

  • sesamo
sul piano di lavoro, riunite tutti gli ingredienti, tranne il miele, e impastate, unite a mano a mano il miele di fichi, non esiste una dose dovete regolarvi a seconda di quanto l'impasto ne richiede l'importante che l'impasto non risulti mollo. Cominciate a fare i mustazzuoli, prendendo un pezzo di pasta arrotolarlo, passarlo nel sesamo, appiattirlo e tagliare ogni biscotto, dandogli la forma di un rombo, disponeteli in una teglia da forno, infornate a 180° C per 15 minuti, controllare spesso la cottura perchè essendo scuri ci si può ingannare facilmente, appena sono cotto, fate raffreddare e servite.


martedì 31 ottobre 2017

Plumcake magico per una zucca da fiaba



C’era una volta una piccola principessa di nome Maria di 6 anni, una bimba di una bellezza rara, viveva in un castello con la mamma e il papà, circondata da tanto amore. La principessa Maria, in una notte di inverno, in cui la pioggia e il vento erano talmente forti da far paura anche all’uomo più coraggioso del mondo,  si svegliò urlando e piangendo, la mamma accorse subito in suo aiuto, preoccupata, cerco di rassicurarla stringendola forte al suo petto, ma la piccola non riusciva a smettere di piangere, singhiozzando raccontò alla sua mamma che aveva fatto un incubo terribile, si trovava nel parco del castello a giocare, ad un certo punto venne assalita da tante piccole zucche che volevano mangiarla, lei non riusciva a correre più forte di quanto faceva, cercava riparo ma non trovava una via d’uscita, urlava e piangeva, il rumore di un tuono la scosse, da farla tremare e si sveglio nel suo letto.

Da quel giorno in poi la piccola Maria, rimasta frastornata dall’incubo, non volle più mangiare, la paura era stata talmente tanta che rifiutava tutto ciò che la mamma le preparava, dai piatti più semplici alle prelibatezze, i suoi genitori fecero arrivare i frutti, i dolci, le carni più pregiati di tutto il regno, ma niente e nessuno riusciva a far mangiare la principessa. I giorni passavano e Maria si indeboliva sempre di più, non aveva neanche la forza di alzarsi dal suo letto, dimagriva e non parlava.
La mamma e il papà disperati cercarono aiuto a tutti, convocarono perfino tutto il loro popolo, ogni uno di essi portarono a corte la miglior pietanza che sapevano fare, ma niente e nessuno cambiò la situazione. Tra di loro solo il vecchio saggio del regno si presentò a mani vuote, tutti si stupirono, chiese di poter parlare con la mamma della principessa Maria, in privato, ripeteva che lui aveva la soluzione per far guarire sua figlia, la mamma disperata lo accolse nel castello, il vecchio saggio si sedette è disse:
  •           Sua maestà io posso far guarire la principessa Maria;
  •           Mi dica, vecchio saggio, sono disposta a fare qualunque cosa;
  •           Al mondo esiste il villaggio fatato delle zucche, un mondo magico fatto di meraviglie in cui la felicità regna sovrana, non esiste la paura c’è sempre il sole, lì dovete portare la principessa Maria, sono sicuro che guarirà.

La principessa subito decise di dar fiducia al vecchio saggio, si mise in viaggio con Maria, con la guida del vecchio saggio e dopo un lungo viaggio arrivò alle porte di zuccolandia, così si chiamava il villaggio. Entrarono e furono catapultate in un mondo fantastico, pieno di musica, colori, giochi e tante prelibatezze, si respirava la gioia e l’amore. La piccola principessa Maria, impaurita piano piano cominciò a sorridere, invogliata da tutti i dolci ricominciò a mangiare, riprese a camminare, correva e saltellava per il villaggio, la mamma non riuscì a trattenere le lacrime dalla gioia, finalmente sua figlia era ritornata la bambina felice e gioiosa di sempre, la paura era scomparsa come per magia.
Uscirono dal villaggio in cui ad attenderle c’era il vecchio saggio, la principessa lo abbracciò e gli chiese cosa poteva fare per sdebitarsi, lui rispose: da oggi in poi a tutti i bambini del villaggio non dovrà mai mancare nè cibo nè vestiti, loro devono essere felici come vostra figlia Maria. Da quel giorno in poi tutti i bambini furono sereni e felici, la piccola principessa Maria, cresceva in salute, adorando il cibo ed in particolare la zucca. 

 oggi il mio post è legato ad una fiaba dedicata alla giornata della zucca per il Calendario de cibo italiano, insieme alla mia ricette troverete nel post del calendario tante bellissima storie e ricette, vi abbraccio Fabiola.

Ingredienti:
  • 250 g di zucca lessata
  • 250 g di farina 00
  • 2 uova
  • 1 cucchiaio di miele millefiori Vis
  • 170 g di zucchero
  • 1 bustina di lievito
  • 50 g di olio extravergine
  • 1 cucchiaio da te di cannella
  • 80 g cioccolato bianco per guarnire

tagliate la zucca a fette trasferitela in una teglia da forno, comprendo con la carta stagnola, far cuocere a 160° C per 20 minuti. Sfornate, fate raffreddare, togliete la buccia, ripassate la polpa in una padella per far perdere tutta l'acqua in eccesso, a fiamma dolce, comprendo con un coperchio. Fate raffreddare e frullate. Montate le uova con lo zucchero, appena sono spumoso, unite la farina e il lievito setacciati, aggiungete a filo l'olio e continuate a lavorare, sempre con le fruste elettriche, appena l'impasto è omogeneo, unite il cucchiaio di miele e la cannella, per finire unite la zucca e con una spatola amalgamate dal basso verso l'alto. Versate l'impasto in uno stampo da plumcake, io Pavoni, e cuocere per 35 minuti a 180° C, fate sempre la prova stecchino se serve allungate la cottura. Sfornate appena il plumcake è completamente freddo, sciogliete a bagno maria il cioccolato, fate raffreddare appena mescolando di continuo, trasferite il plumcake su una gratella, e versate il cioccolato, fate raffreddare e servite tagliato a fette. 



venerdì 27 ottobre 2017

Katmer Pogaça per il club del 27



Buongiorno e buon venerdì, appuntamento oggi con il club del 27, come ogni mese ci ritroviamo qui a proporvi tante ricette con un tema specifico, questo mese si parla di sfoglia in MTC, quindi le ricette per il club sono tutte a base di sfoglia, preparata in modo diverso ovviamente, questo mese è un vero giro del mondo, le ricette sono tutte belle con origini e tradizioni diverse.
Io mi sono cimentata nei Katmer Pogaça, proposti da Mariella nel tema del mese della sfida numero 50 del MTC, impasto meraviglioso, versatile, che non mollerò facilmente, si presta sia al dolce che al salato, facile da lavorare con un ottimo risultato. Ho farcito una parte dei katmer con della confettura, piaciuti a tutti grandi e piccoli.
Vi lascio alla ricetta, un buon fine settimana, Fabiola.
Ingredienti:

  • 500 g di farina 00
  • 200 ml di latte
  • 100 ml di olio evo
  • 15 g di lievito di birra
  • 1 albume
  • 2 cucchiaini di sale
  • 2 cucchiaini di zucchero
  • 1 tuorlo 
  • latte per spennellare
  • 80 g di burro fuso
per farcire:
  • Fiordifrutta fragole e fragoline di bosco Rigoni d'Asiago
  • zucchero a velo

impastate tutti gli ingredienti, tranne il burro, dividete l’impasto in otto palline dello stesso peso, fate riposare per 15 minuti. Stendete ogni pallina, formando otto dischi, più o meno dello stesso diametro,spennellate ogni disco con il burro fuso e sovrapporli, capovolgete la “pila” di dischi e stendetela col matterello, fino ad un diametro di circa 25 cm, capovolgetela di nuovo e
stendete, fino ad avere un disco di circa 50 cm. Quando stendete la pasta non premete in modo eccessivo, i diversi strati devono sempre distinguersi nei bordi, se il matterello dente ad essere appiccarsi ungere con il burro, ma non aggiungete mai farina. A questo punto, dividete il disco in 16 triangoli isosceli e stendeteli per allungarli, arrotolate i triangoli, come si fa per i croissant,spennellarli con tuorlo e latte e fate lievitare, una parte li ho farcite con la confettura, prima di arrotolare mettete all'estremità una noce di confettura e arrotolate con delicatezza, fino al raddoppio. Infornate a 200 gradi per circa 15 minuti, una volta freddi li ho spolverati con lo zucchero a velo.

Il Club del 27

L'immagine può contenere: sMS

mercoledì 25 ottobre 2017

Timballo di anelletti


..oggi per la Gionata mondiale della pasta, io con un gruppo di mie colleghe proponiamo un piatto, di pasta tipico, per ogni regione, il Calendario del cibo italiano festeggia così la giornata. Ovviamente non potevo mancare con il nostro timballo di anelletti, must della cucina siciliana, la versione che vi propongo oggi è la tipica di famiglia, quella fatta con ingredienti semplici e genuini, il timballo è composto con strati diversi che una volta aperti danno alla vista un effetto particolare.
Vi lascio alla ricetta augurandovi una buona giornata, Fabiola. 

Ingredienti per uno stampo da 22 cm:
Per il ragù:
  • 200 g di tritato di mail e
  • 200 g di tritato di vitello 
  • 1 gambo di sedano
  • 1 carota
  • 1 cipollotto 
  • 1 bicchierino di vino bianco secco
  • 1 lt di passata di pomodoro
  • 2 cucchiai di olio extravergine  di oliva
  • basilico 
  • 1 foglia di alloro
  • sale e pepe
per completare:
  • 2 melanzane lunghe
  • 600 g di anelletti
  • 150 g di caciocavallo grattugiato 
  • 2 uova sode
  • 100 g di salame napoli 
  • 100 g di provola a fette
  • olio per friggere 


preparare il ragù, tritate la carota, il sedanone il cipollotto finemente unitevi all' olio e fare soffriggere, a fiamma dolce, in una casseruola dal fondo spesso. Unite le due carni, a fuoco vivo e sfumate con il vino bianco, appena è evaporato aggiungere la passata le foglie di basilico e l'allora, salate e pepate fate cuocere per almeno un'ora a fiamma bassa con il coperchio, mescolate si tanto in tanto. A cottuea fare raffreddare e se serve aggiustare di sale.
Tagliate le melanzane per lungo a fette sottili, lavate e salate, fare scolare per circa 30 minuti. Friggetele in olio bollente e mettetele a scolare nella carta assorbente. Cuocete gli anelletti scolateli al dente, fateli raffreddare per circa 5 minuti, condite con il ragù, lasciando qualche mestolo da utilizzare dopo, e il cacio cavallo, mescolate per fare amalgamare. 
A questo punto passiamo alla composizione del timballo, ungere lo stampo per bene, spolverate con il pangrattato in modo uniforme, fate il primo strato di anelletti, pressare con il dorso di un cucchiaio, cospargete con le fette si provola, il salame le melanzane e le fettine di uovo, finite con qualche cucchiai di ragù, ripetere lo stesso passaggio e finito di riempire lo stampo con uno strato di pasta cosparso con il pangrattato e un filo d'olio. Infornate a 200°C per 30-40 minuti coperto con carte stagnola. Sfornate e lasciate raffreddare per 20 minuti, sformate sul piatto di portata e servite. 



giovedì 19 ottobre 2017

Cannoli di sfoglia.... è ancora MTC



.... rieccoci, nuovo mese nuova sfida... di cosa parlo del MTC, ogni mese comincio il post così, questa volta arrivo più affaticata che mai, sarà l'età, sarà la mia stanchezza personale, ma è così. Sfida proposta da Francesca, M-E-R-A-V-I-G-L-I-O-S-A, fare la sfoglia è sempre stato uno dei miei sogni, quindi sono partita come sempre con l'entusiasmo a palla, poi però mi sono resa conto che con i miei tempi non era facile, io non ho una giornata intera libera, non mi riferisco solo al lavoro ma anche ai miei due bimbi, spesso la cucina richiede tempo e concentrazione ed io in questo momento non ne ho, se da un parte ho i compiti dall'altra ho una piccola peste che mi sta sempre attaccato alla gonna! Non mi scoraggio, anzi mi organizzo, addirittura ho fatto domande nel filo diretto, diverse volte, talmente in confusione ero, man mano che sorgevano i problemi, dopo aver stabilito le creme, idee chiare dal primo momento, preparo la sfoglia, un impasto bello da lavorare perfetto nelle dosi, pensavo di "essere a cavallo", invece non avevo fatto i conti con il passaggio successivo, formare e cuocere i cannoli! Avendo deciso di fare le due forme diverse una a cono e una aperta da entrambi i lati, tiro fuori gli stampi a cono e recupero gli altri dalla mamma, ma ahimè mi rendo conto che sono quelli per cannoli siciliani quindi enormi, mi metto alla ricerca nel mio paese, tanto sapevo di non trovarli, nulla! Ritorno a casa impiego il marito a fare cannoli di carta forno, procedo alla cottura, il disastro con i coni di acciaio e la perfezione con quelli di carta da forno, non sono riuscita a staccali, l'uovo ha fatto da colla! Li faccio in più riprese, sempre per la mancanza di tempo e mi sono resa conto che con la sfoglia se si sbaglia a stendere la pasta più fine o più doppia è il disastro, stessa cosa per il riposo in frigo, dopo averli formati, troppo riposo o poco è una catastrofe, insomma che faticaccia, non per la ricetta ma per il mio stile di vita frenetico e con ritagli di tempo!
Dopo le mie disavventure il lato positivo: la bontà, il cannolo friabile, insomma me la sono cavata, so che non sono perfetti, ne ho visti di veramente belli, ma mi accontento, alla fine gioco per imparare il resto non mi interessa. Ho preparato due creme diverse, per quelli aperti da entrambi i lati, una crema pasticcera alla zucca e amaretti, per quelli a cono con ganache al cioccolato fondente e  peperoncino, ho aggiunto anche una pizzico di peperoncino quando li ho spennellati con l'uovo, ormai mi sto facendo una cultura sul peperoncino, grazia al Calendario del cibo italiano, presto capire il perchè.

Ci è stato chiesto di fare una dedica nei nostri post, io con le parole non sono brava, ma ci provo:
devo dire grazie a questo gioco, per me MTC, è sempre stato un gioco e rimarrà sempre tale, partecipo perchè mi piacciono le sfide, ma sopratutto per imparare, l'ho sempre detto è una vera scuola di cucina, non mi interessa essere la più brava, penso che non serva a nulla nella vita in generale figuriamoci in un gioco virtuale, ringrazio Alessandra e tutta la redazione per il lavoro che svolgono, mi piacerebbe essere più presente, ma a parte il tempo penso di non essere all'altezza, ho ancora tanto da imparare, cerco di seguire sempre, tutto nelle mie possibilità, ringrazio ancora una volta tutto MTC perchè se il mio blog è ancora aperto è solo per la motivazione che, ogni mese mi spinge a partecipare. La dedica più importante me la faccio a me stessa, scusate ma ogni tanto devo fare la presuntuosa, per non aver mollato, anche in periodi non facili della mia vita, ogni sfida  è uno stimolo per andare avanti e non mollare la mia passione per la cucina, che mi aiuta anche a non pensare ed allontanarmi dai problemi della vita quotidiana. 
Penso di avervi detto tutto, adesso vi lascio alla mia proposta, ma con la pasta sfoglia non è finita, è una vera minaccia, 😊😊😊, un abbraccio Fabiola.



Pasta Sfoglia per cannoli o cannoncini
ingredienti

per il panetto:
  • 350 g burro 
  • 150 g farina 00
per il pestello:
  • 350 g farina 00
  • 150 g burro
  • 20 g sale(io 10g)
  • malto (facoltativo) g 10
  • acqua fredda g 50
  • vino bianco secco g 60
come prima cosa preparate il panetto, in una spianatoia, unite al burro ancora freddo la farina, lavorate, ma non troppo, appena il composto è omogeneo, avvolgetelo nella pellicola e riponete in frigo per 1 ora e mezza. 
Nel frattempo fate il pastello, su una spianatoia disponete a fontana la farina, al centro mettete tutti gli ingredienti e lavorate, io non ho lavorato tanto, ho lasciato l'impasto grumoso, ma compatto. Avvolgete l'impasto nella pellicola e fate riposare per mezz'ora. Riprendete il pestello e con il mattarello dategli una forma rettangolare, spesso circa 1 centimetro, io mi sono aiutata con l'infografia della Dani:


spolverate sempre il piano di lavoro con della farina,  prendete anche il panetto e stendetelo, tra due fogli di carta da forno, fino a che non è della solita altezza del pastello ma di metà lunghezza, in modo tale che una volta poggiato nella parte centrale della pasta, sia possibile ricoprirlo con i due lembi di pasta.
  questo punto mantenendo i lati aperti in alto e in basso eseguite il primo giro a 3, portando la parte alta verso il centro e ricoprendola con quella in basso in modo tale da ottenere tre strati di pasta sovrapposti stendete la pasta. Subito dopo eseguite la prima piega a quattro, ribaltate il lato inferiore e quello superiore verso il centro e poi chiudete a libro la pasta, in modo tale da ottenere quattro strati. Riponete in frigorifero a riposare per 45 minuti circa. Una volta ripreso l'impasto stendete, sempre in forma di rettangolo, mantenendo il lato chiuso alla mia destra. La pasta sfoglia si stende sempre nel solito verso, lato aperto davanti,lato chiuso a destra, e sempre lavorando il più possibile in verticale ed aggiustando via via in orizzontale. A questo punto eseguiti tutti i giri, sono ancora 4 in totale, 2 a 3 e 2 a 4, alternandoli e intervallandoli dopo ogni giro con riposi in frigo di 20-30 minuti.
Una volta eseguiti tutti i giri la vostra sfoglia sarà pronta per essere cotta, deve fare solo un ultimo riposo in frigo di minimo un'ora. Io come già detto lo lascio proprio dormire tutta la notte.





Adesso passiamo alla preparazione delle farci:

per la crema pasticcera alla zucca:
  • 100 g di zucca lessata e frullata
  • 150 g di latte
  • 1 tuorlo
  • 40 g di zucchero
  • 1 cucchiaio di maizena
  • amaretti sbriciolati
per la ganache al cioccolato e peperoncino:
  • 100 g di cioccolato fondente al 50%
  • 150 g di panna fresca
  • 1 punta di cucchiaino di peperoncino seven pod

per la crema pasticcera, in una ciotolo lavorare il tuorlo con lo zucchero la maizena, con una frusta, il composto non deve avere grumi. In un pentolino scaldate il latte, portate a bollore, unite l'uomo e la zucca, se troppo grumosa, frullare con un frullatore ad immersione, per qualche secondo, abbassate la fiamma e fate addensare, appena la crema è densa, spegnete la fiamma, coprite con la pellicola, a contatto con la crema e fate raffreddare completamente, sbriciolate gli amaretti uniteli alla crema e mescolarte.per la ganache, in un pentolino unite il latte e peperoncino fate riscaldare, senza far bollire, unite il cioccolato tagliato al coltello e mescolate finche non si sia sciolto completamente. Fate raffreddare completamente, riponete in frigo per 15 minuti. Passato il tempo con delle fruste elettriche montate finchè non avete ottenuto una ganache morbida e spumosa. A questo punto passate alla fase finale:riprendete la pasta sfoglia, tagliate un pezzetto,  stendetelo alto circa 3 mm, non di più io ho provato a farlo più spesso e non si sono cotti bene, ricavate tante strisce larghe circa 1,5 cm arrotolate sullo stampo per cannoli, via via sovrapponendo leggermente la parte di striscia che andavo arrotolando su quella già arrotolata.  Ne ho realizzati di due tipi, aperti da entrambe le parti a forma di piccolo cannolo e chiusi da una parte e aperti dall'altro a forma di cornucopia.Una volta che avete formato tutti i cannoli, fate riposare in frigo per 15 minuti, passato il tempo spennellate la superficie con l'uovo sbattuto, ho aggiunto una pizzico di peperoncino quando ho spennellato quelli a forma di cornucopia, spolverate con lo zucchero semolato e li ho lasciati cuocere in forno statico a 190° per 15/20 minuti circa. 

Sfornate, fate raffreddare completamente prima di sformali, farcite con la crema pasticcera quelli aperti da entrambi i lati e guarnite le punte con briciole di amaretti, invece farcite con la ganache quelli a cornucopia, servite subito. 





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lunedì 16 ottobre 2017

Challah


Buongiorno e buon inizio di settimana!
Oggi per la giornata mondiale del pane, partecipo nella sezione voce degli altri per il Calendario de cibo italiano, contribuisco con la Challah, di Eleonora e Michael, quando ho visto l'elenco delle ricette proposte, senza pensarci due volte mi sono fiondata subito su questa, conoscendo il termine challah, mi sono sentita catapultata in una delle sfide del MTC, con il pane dolce del sabato, ovviamente parliamo di due cose diverse, ma il termine mi rassicurava quindi doveva essere mio. Ogni ricetta, da loro,  proposta è poesia trasmette amore e passione per la cucina, il racconto delle origini della ricetta è dettagliatissimo nel loro post, qui, si rimane affascinati, vi invito di leggerlo, tutto per capire meglio le origini e il significato.
Per scoprire tutte le ricette dedicate a questa giornata qui le potete trovare, vi lascio alla ricetta una buona giornata Fabiola.



Ingredienti:
  • 250 g di farina di forza
  • 3,5 g di lievito secco
  • 80 ml di acqua, temperatura 37° C
  • 1 cucchiaio da te di miele
  • 40 ml di olio d'oliva extravergine
  • 1 uovo
  • 1 cucchiaino di sale
per la doratura:
  • 1 tuorlo
  • 1/2 cucchiaino di miele
  • semi di sesamo

nell'acqua tiepida fate sciogliere il lievito e il miele. In una spianatoia disponete la farina a fontana, al centro versate l'acqua e cominciate a lavorare finchè l'acqua non si sia assorbita, unite l'olio e continuate a lavorare, aggiunte l'uovo, lavorate continuamente, per fine unite il sale, con le mani infarinate continuate a lavorare finchè non avete ottenuto un impasto liscio e setoso, si staccherà dalle mani. Mettete a lievitare in una ciotola di terracotta, io non avendone a disposizione ho usato una di vetro, coprite con un panno e fate duplicare di volume. Ho fatto un intreccio a 4 capi, infatti ho diviso l'impasto in quattro parti uguali e seguito questo video:



Dopo aver formato la vostra challah, trasferitela in una teglia da forno, sbattete il tuorlo con il miele e spennellata la superficie, spolverizzare con i semi di sesamo e mettete a lievitare fino al raddoppio. Infornate, il forno deve essere a temperatura di 180° C, per 20/25 minuti, la superficie deve essere dorata. Prima si servire fate raffreddare. 



L'immagine può contenere: sMS
Anche il Calendario del Cibo Italiano si unisce con entusiasmo alla grande raccolta panosa che Zorra organizza ogni anno in occasione del World Bread Day per celebrare il più semplice ma nel contempo più popolare cibo che abbraccia ed unisce tutto il mondo nel suo inconfondibile e fragrante profumo.





lunedì 2 ottobre 2017

Pignolata siciliana



... 2 Ottobre festa dei nonni... iniziamo questo mese con post dolce in tutti i sensi, dedicato ai Nonni!
In un Italia "vecchia" i nonni sono un pilastro portante, sono una spalla ma anche una sicurezza nella vita di tante famiglia, io ho la fortuna di avere i nonni per i miei bimbi, ma sopratutto la mia di nonna, che fa, benissimo da bisnonna, arzilla ed autonoma, si presta sempre nel momento del bisogno e si gode i pronipoti al massimo. I miei bimbi l'adorano ogni giorno andarla a trovare è una tappa obbligatoria, Beatrice, la mia bimba grande ci passa pomeriggi interi a giocare e si fanno compagnia a vicenda, la mia nonna le insegna tante cose, tra tante, le canzoni di un tempo, e le parla sempre del suo passato e per lei è sempre una scoperta, ad esempio l'altro giorno arrivata a casa mi disse: "mamma sai che quando la nonna Fina era piccola non avevano il telefono??!!, e che le strade non erano asfaltate??!! Beatrice meravigliata dai sui racconti....
Ha una fortuna grande, quando crescerà avrà un bagaglio di ricordi di un valore inestimabile, stare a contatto con i nonni è qualcosa che si apprezza solo quando i nonni non ci sono più.
Sono felice che i miei figli si stanno godendo tutti i nonni, spero per tanto tempo ancora, li vedo crescere con tanto più amore e serenità. 
VIVA I NONNI!

La mia ricetta è un omaggio a mia nonna, non ce ricorrenza in cui non è presente la pignolata, quando arriva Natale o Pasqua, lei chiede sempre cosa devo portare?? la nostra risposta è sempre la stessa, La pignolata, non c'è festa senza questo dolce!
Questa volta mi sono fatta dettare la ricetta e mi sono cimentata nella preparazione, ovviamente non è come la sua, quella è la perfezione, ma ieri a tavola il suo giudizio è stato positivo, quindi mi ritengo più che soddisfatta, questo è uno dei ricordi che mi porterò per sempre di lei.
Con questa ricetta do un contributo al Calendario del cibo italiano per la giornata dedicata ai Nonni.
Vi lascio alla ricetta, un abbraccio Fabiola.

Ingredienti:
  • 250 g di farina 00
  • 250 g di farina di rimacino
  • 3 uova
  • 50 g di strutto
  • 100 g di zucchero semolato
  • 1 bustina di vanillina
  • scorza di 1 limone grattugiata
  • olio per friggere
  • 200 g circa miele millefiori Rigoni d'Asiago
  • codette colorate per decorare


disponete in una spianatoia le due farina, formate una fontana, al centro unite le uova, strutto e zucchero, amalgamate,  finchè le uova non si siano assorbite, le dosi delle uova possono variare, non ce una dose giusta a seconda della farina e della dimensione delle uova, le mie erano medie e l'impasto ne ha "richieste" 3, ovviamente se serve ne potete aggiungere un altro,  unite la vanillina e lavorate, dovete ottenere un impasto liscio ed omogeneo. A questo punto punta tagliate l'impasto a pezzettoni e ricavate i cordoncini spessi 1 cm, tagliate tanti tocchetti di mezzo centimetro, anche qui le indicazione delle misure sono soggettive quindi possono anche essere più piccoli. Per la cottura ce da rispettata la temperatura dell'olio, la pignolata non deve essere fritta in olio troppo caldo, altrimenti ce il rischio che si spacchi, quindi mettete i tocchetti con l'olio appena caldo, appena sono dorati scolateli e adagiate sulla carta assorbente, utilizzate una pentola dai bordi alti, perchè durante la cottura  si forma molta schiuma e c'è il rischio che l'olio si versi al di fuori. Per mantenere la temperatura non troppo calda tra una frittura e l'altra, preparate una bacinella con acqua fredda, e mentre togliete i tocchetti dal fuoco, adagiate il fondo della pentola, facendo attenzione agli schizzi. Fate raffreddare la pignolata, in una pentola dal fondo spesso versate il miele, a fiamma bassa fate sciogliere, unite la pignolata e amalgamate per bene, disponetela sul piatto, formate una piccola collina, unite le codette, prima di servire fate riposare un paio d'ore.

Piatti Pavoni





mercoledì 27 settembre 2017

Spaghetti cacio e pepe per il club del 27


..oggi si ritorna con il Club del 27, dopo la pausa estiva riprendiamo con un tema che accontenta tutti la pasta! Non poteva che essere quello, dopo il grande successo della sfida di questo mese del MTC, dedicata alla pasta con il pesce adesso proponiamo tantissime ricette di primi piatti che fanno gola a tutti, io ho deciso di cimentarmi con i classici spaghetti cacio e pepe, proposti allora da Mapi. Nel mio blog mancava questa ricetta, negli anni l'ho sempre preparata ma, in cucina, non si finisce mai di imparare e migliorare, infatti adesso ho trovato la ricetta giusta grazie al club, una pasta che fa per me facile e gustosa. Come sempre abbiamo lavorato in gruppo, lo scopo del club è proprio questo, quindi non vi resta che andare a gustarvi tutte le ricette proposte dalle mie colleghe, vi abbraccio, Fabiola.

Ingredienti per 2 persone:
  • 180 g di spaghetti n 5
  • 100 g di pecorino romana
  • pepe nero in grani, circa 80
portare a bollore l'acqua salata, cuocete gli spaghetti al dente, nel frattempo grattugiate il pecorino e pestate i grani di pepe nero, in un mortaio, mettete entrambi gli ingredienti in una terrina da portata. Due minuti prima che gli spaghetti siano cotti, prelevare circa 140 g di acqua di cottura, versarla sul pecorino e pepe, un cucchiaio per volta, mescolando molto velocemente, otterrete una crema liscia. Prelevate con le pinze la pasta, non del tutto scolata e adagiatela sulla crema di pecorino, mescolate velocemente per amalgamare il tutto, se la crema ha una buona consistenza, servite subito con una spruzzata di pepe, pestato, altrimenti diluite con qualche cucchiaio di acqua di cottura.


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lunedì 18 settembre 2017

Crema catalana


..buon lunedì, cominciamo questa settimana con qualcosa di dolce, per il Calendario de cibo italiano, oggi è la giornata dedicata al latte alla portoghese, io contribuisco nella sezione "Le voci degli altri", un approfondimento al tema che raggruppa tante ricette di origini diverse, io vi propongo la crema catalana un dolce al cucchiaio tipico della Catalogna.

Questo dolce vine tradizionalmente servito in occasione delle festa del papà, sulle origini ci sono diverse ipotesi, in quanto si pensa che la ricetta prenda spunto dalla crema inglese, quindi nata in Inghilterra nel XVII secolo, ma i catalani ne rivendicano l'invenzione affermando che sia l'antenata della crème brùlée francese, la differenza sta nella cottura in quanto la crema catalana è cotta sul fuoco invece l'altra a bagnomaria, a tal proposito vi invito ad andare da Giorgia, che ci ha proposto la sua versione, una leggenda narra che alcune monache catalane in occasione della visita del loro vescovo, lo accolsero preparando un budino che però risultò troppo liquido, per rimediare all'imprevisto le monache aggiunsero zucchero sulla superficie lo caramellarono e quando lo servirono il vescovo gridò: crema!, che in catalano significa oltre che crema anche brucia.
Vi lascio alla ricetta, una buona settimana, Fabiola.

Ingredienti per 4 porzioni:

  • 4 tuorli
  • 500 ml di latte
  • 60 g di zucchero semolato
  • buccia di un limone
  • 1 cucchiaio da te di fecola di patate
  • zucchero di canna per caramellare
in un pentolino versare il latte, due cucchiai di zucchero e la buccia di limone, portate a ebollizione. Nel frattempo sbattete i tuorli con il restante zucchero, man mano aggiungete la fecola. A filo unite il latte, continuando a montare, trasferite il composto nel pentolino, che avete precedentemente usato, a fiamma dolce, fate addensare mescolando di continuo, versare la crema nei 4 stampini e fate raffreddare, riponete in frigo per un paio d'ore. Prima di servire, cospargete la superficie della crema con lo zucchero e caramellate con il cannello, servite.




domenica 17 settembre 2017

Girelle Motta homemade



..buon domenica, oggi offro la colazione, particolare genuina e golosa!
Il Calendario del cibo italiano oggi dedica la giornata alla merenda, io insieme alle mie colleghe ci siamo cimentate nella riproduzione delle famose merendine di sempre, quella che hanno caratterizzato la nostra infanzia, che tutt'ora accompagnano spuntini e merende dei più piccoli. Le merendine sono uno dei cibi preferiti dai più piccoli, e non solo, riescono a far venir fame a chiunque, riuscirle a prepararle in casa da una soddisfazione grandissima, sappiamo tutti che noi mamme evitiamo sempre di acquistarle perchè di genuino hanno veramente poco, io personalmente non le acquisto, i miei bimbi le conoscono appena, preferisco sempre fare qualcosa in casa e rendere la merenda più sana possibile, adesso, grazie a questa giornata mi potrò sbizzarrire con tegolini, fiesta, girelle, buondì e tante altre ricette tutte da scoprire e gustare.
Ho cercato di riprodurre la classiche girelle Motta, ho utilizzato questa ricetta, l'unica variante che ho fatto è stata il ripieno, ho messo la ganache al cioccolato, per ricreare il sapore classico, la cosa che mi ha stupito di più è stata che quando ho messo a tavola le girelle ho sentito una esclamazione che mi ha ripagata: .. sono le girelle Motta??!!, dopo aver sentito queste parole la soddisfazione è salita alle stelle!
Vi lascio alla ricetta e vi invito ad andare a sbirciare tutte le meravigliose creazioni delle mie colleghe che hanno fatto un lavoro meraviglioso, vi auguro buona domenica, Fabiola.


Ingredienti per 10- 12 girelle:

  • 140 g di farina 00 
  • 5 uova medie, a temperatura ambiente
  • 100 g di zucchero semolato
  • 20 di cacao amaro in polvere
  • estratto di vaniglia 
  • un pizzico di sale
  • un cucchiaino raso di lievito per dolci
  • 150 g di cioccolato fondente per la base
per la bagna:
  • latte
  • 2 cucchiai di zucchero
  • alcune gocce di vaniglia
per la ganache al cioccolato:
  • 150 g di panna fresca
  • 15 g di burro
  • 150 g di cioccolato fondente
preparate la ganache, portate a bollore la panna con il burro, versate sul cioccolato, ridotto a pezzi piccoli, mescolate appena si è completamente sciolto montate con le fruste elettriche, man mano che si raffredda la ganache diventa sempre più corposa, appena ha raggiungo la consistenza giusta, ci vorranno circa 10 minuti, mettete da parte. Preparate la bagna, portate a bollore, finchè lo zucchero non sia sciolto, latte, zucchero e vaniglia, mescolando di continuo, appena è pronta fate raffreddare.
Montate le uova con lo zucchero, appena il composto è spumoso, unite il sale e la vaniglia, in più riprese unite la farina e lievito setacciati, mescolate con movimenti delicati dal basso verso l'alto. Dividete il composto in due parti uguali, in una delle due unite il cacao, setacciato, mescolate sempre delicatamente, dal basso verso l'alto. Rivestite una teglia con la carta da forno, versate il composto al cacao e livellate per bene, cuocete a 180° C per 6-8 minuti, potevi regolarvi guardando la superficie scusa, appena è opaca potete sfornare, aggiungete il composto chiaro, livellate bene e infornate nuovamente per 5-6 minuti, non fate cuocette troppo altrimenti si secca. Sfornate, adagiate un foglio di carta da forno bagnato, capovolgete eliminando la carta da forno calda, arrotolate delicatamente, avvolgetelo in un canovaccio umido e fate raffreddare leggermente. 
Riprendete il rotolo, spennellate, non eccessivamente con la bagna, unite la ganache, livellate per bene, lasciate da un lato sempre qualche centimetro libero in modo tale che quando arrotolate il ripieno non fuoriesca, arrotolate delicatamente ma ben stretto, avvolgete nella pellicola e fate raffreddare il frigo per un paio d'ore. Sciogliete bagno maria il cioccolato fondente, riprendete il rotolo tagliatelo a fette, immergete un lato della girella, trasferite le girelle su una gratella con il lato del cioccolato rivolto verso l'alto, fate solidifica il cioccolato, le girelle sono pronte per essere servite.




venerdì 15 settembre 2017

Linguine con calamari, pesto di pomodori secchi e mollica fritta



Buongiorno e buon venerdì, torna MTC, tremate, aggiungo!
La vincitrice, Cristina, la regina del pesce, non poteva che proporci una sfida spettacolare: la pasta con il pesce, temevo questo ed è arrivato, chi mi legge sa benissimo che non amo cucinarlo, non amo sfilettare, infatti ho evitato, non amiamo tanto mangiarlo, tranne qualche eccezione.
So benissimo che non sapere fare queste cose è una mancanza, non si è completi, da Siciliana è vergognoso, abito in un paesino di mare e sono una capra nel lavorare il pesce... ahimè è così!
Indecisa nel partecipare, ma siccome non mi arrendo facilmente ho cercato di trovare la via più facile per me, quindi scelgo la semplicità, la velocità nella esecuzione, insomma tiro fuori un condimento sciuè sciuè, che sanno fare anche i bambini. Risultato ottimo, piaciuto a tutti, anche il marito si è leccato i baffi, quindi sono soddisfatta, mi godrò le meravigliose ricette delle mie colleghe, ringrazio Cristina per il post meraviglioso, io sono rimasta a bocca aperta per le spiegazioni dettagliate, la cura che ha avuto, le sue conoscenze sono un vero e proprio tesoro, rimango una capra in materia ma almeno ho imparato, leggendo il suo post, tanto.
Vi lascio alla ricetta, un buon fine settimana, Fabiola.




Ingredienti per 3 persone:
  • 180 g di linguine
  • 1 calamaro, circa 350 g
  • pomodori secchi
  • una manciata di mandorle
  • vino bianco
  • 1 spicchio d'aglio
  • olio extravergine d'oliva
  • fette di pane raffermo
  • olio per friggere
  • finocchino selvatico fresco
  • sale
  • pepe nero





dissalate, cambiando l'acqua più volte, i pomodori secchi, trasferiteli in un mix, aggiungete le mandorle, lo spicchio d'aglio, 2 rametti, piccoli, di finocchino, un filo d'olio e tritate, dovete ottenere un pesto, se serve unite 1 bicchiere di acqua calda. Pulite il calamaro, tagliatelo a striscette, lavatelo e asciugate con carta assorbente, fate imbiondire lo spicchio d'aglio nell'olio d'oliva, abbassate la fiamma unite i calamari, cuocete per circa 1 minuto, sfumate con il vino bianco, continuate la cottura, comprendo con un coperchio per altri 4 minuti, versate il pesto mescolate e spegnete la fiamma. Friggete le fette di pane nel'olio bollente, appena sono dorate, trasferitele in un foglio di carta assorbente per eliminare l'olio eccesso, appena si sono raffreddate, trasferitele, spezzandole con le mani, nel mix, unite 1 rametto di finocchino e tritate. Portate a bollore l'acqua salata per la cottura della pasta, cuocete le linguine, scolate al dente tenendo da parte 1 bicchiere di acqua di cottura, unite la pasta al condimento aggiungete l'acqua di cottura e fate mantecare per qualche minuti a fiamma vivace, servite le linguine con il composto di mollica fritta e finocchio, e una spolverata di pepe nero.









sabato 9 settembre 2017

Crostata con frolla al cacao, ricotta e cannella


..buon sabato, questa settimana la chiudiamo in dolcezza, si perchè oggi il mio post è dedicato, come contributo, alla giornata delle crostata, per il Calendario del cibo italiano, un dolce classico, che preparavano le nostre nonne che non tramonta mai. Per questa giornata, troverete due categoria di crostate le classiche e le moderne, le prime ci riportano al passato, ci fanno rivivere profumi e gusti di un tempo, le seconde sono un innovazione degli ultimi tempi, particolari e con gusti nuovi, praticamente troverete l'imbarazzo della scelte, non vi resta che andare a sbirciarle tutte!
Vi auguro un buon fine settimana, un abbraccio Fabiola.


Ingredienti:

 per la frolla:
  • 270 g di farina  00
  • 130 g di zucchero semolato
  • 120 g di burro
  • 1 uovo
  • 1 bustina di lievito
  • 30 g di cacao amaro
  • 1 cucchiaio di miele di bosco Rigoni d'Asiago
per la farcia:
  • 300 g di ricotta di pecora
  • 150 g di zucchero semolato
  • 1 cucchiaio raso di cannella



in una ciotola unite tutti gli ingredienti, impastate aggiungendo lentamente il burro fuso, appena il composto risulta compatto ed omogeneo avvolgetelo nella pellicola e riponete in frigo per 20 minuti. Nel frattempo preparate la farcia, in una ciotola unite, la cannella, lo zucchero con la ricotta, lavorate per 5 minuti con le fruste elettriche, riponete in frigo. Riprendete la frolla, formate la base per la crostata, io ho usato uno stampo microforato della Pavoni, ricoprite anche i bordi, versate il ripieno e livellate per bene, con la frolla rimasta ricavate la decorazione, io ho utilizzato un rullo, adagiate delicatamente sulla ricotta, sigillate i bordi, infornate a 180° C, per 20 minuti, appena e fredda cospargete con lo zucchero a velo, leggermente, servite tagliando a fette.




mercoledì 6 settembre 2017

Pasta 'ncasciata


...pronto??
Montalbano sono...

...chi non ha mai sentito pronunciare, queste due frasi nella serie tivù italiana, tra le più seguite di sempre?? Penso proprio tutti... 

Buongiorno e ben ritrovati, oggi post molto particolare, per il Calendario del cibo italiano è la giornata dedicata a Montalbano, in occasione del compleanno di Andre Camilleri, inventore del fantastico personaggio, io con un bel gruppo di foodblogger ci siamo cimentate su delle ricette tratte dai suoi libri. Il celebre commissario di Vigàta è ormai un personaggio che abbiamo imparato a conoscere attraverso i libri ma sopratutto nella serie tivù che in questi anni ci hanno raccontato e fatto vivere la mia amata Sicilia, come sempre Camilleri racconta nei suoi gialli un delitto di mafia con misteri e colpi di scesa, con protagonista Montalbano, che con la sua astuta intuizione riesce a risolverli con la comicità che lo contraddistingue. Scopo di oggi, oltre a quello di festeggiare Camilleri, è raccontare il nostro legame con il cibo, come lo viviamo noi con le persone che amiamo, dalle persone più strette agli amici, insomma raccontarci un pò. Inizialmente, quando fu proposto l'argomento della giornata, ho storto il naso, il raccontarmi non è cosa facile, poi come sempre quel tarlo, era sempre lì nella mia testa, quindi sono andata a prendere i miei libri, e sfogliandoli sono riemersi i ricordi, le date, le dediche, si perchè sono passati 15 anni, da quando mi furono regalati, da mio marito, allora fidanzato, insomma non potevo più rinunciare, ho sempre amato il personaggio di Montalbano e per una che legge, purtroppo, poco, era l'occasione giusta, quindi mi sono buttata ho ripreso, tra i vari,  il libro "il cane di terracotta", e mi sono immersa nella lettura. Ho letto questo libro con uno spirito diverso, più attenta, perchè grazie alla giornata di oggi mi sono resa conto che in ogni libro sono citate tantissime ricette, sapevo benissimo l'amore che Montalbano aveva per il cibo, preparato dalla sua cameriera Adelina, da Calogero, proprietario e cuoco del suo ristorante preferito, amava talmente tanto il cibo che quando veniva invitato a pranzi o cene, oltre ad avere uno scopo investigativo, chiedeva sempre cosa c'era da mangiare e si faceva "corrompere", proprio dal nome dei piatti, come se già con il nome sentiva il loro profumo.
Montalbano mi rispecchia parecchio, perchè io come lui mi rilasso quando cucino, ovviamente lui lo fa gustando i piatti, che quasi sempre sono di pesce, nel cibo trova rifugio, pace e soddisfazione, come me quando sono tra i fornelli, quando preparo una ricetta nuova, e sto con la speranza, anche ansia che riesca bene, la cucina è passione, ma la passione vera è avere la soddisfazione di rendere felici i commensali, perchè è vero si cucina pensando alle persone che si amano, è così sempre!
Attraverso i propri piatti si può comunicare, si trasmettono sentimenti, si fatica per avere la soddisfazione di un sorriso!
Felice di aver vissuto, attraverso la lettura del libro, una delle tante indagini di Montalbano, mi ha fatto riscoprire tante emozioni, che avevo dimenticato.
Dal "il cane di terracotta", ho tratto la ricetta della pasta 'ncasciata, altro non è che la pasta al forno di una volta fatta con ingredienti e cottura tipica, una ricetta, anzi un piatto unico che mi ha riportato indietro nel tempo. 
Vi lascio alla ricetta, grazie per avermi letto, spero di non avervi annoiato, un abbraccio, Fabiola.




Ingredienti per 6 persone:
  • 600 g di magliette di maccheroncino
  • 200 g di tuma
  • 200 g di carne di vitello tritata
  • 50 g di salame napoli
  • 2 uova sode
  • 4 melanzane
  • 100 g di pecorino grattugiato
  • salsa di pomodoro
  • 1/2 bicchiere di vino bianco
  • foglie di basilico
  • sale
  • olio per friggere
  • pepe
pulite le melanzane, tagliatele a fette lavatele e cospargete di sale, lasciatele riposare per 1 ora, io le ho fatte a cubetti ma nella ricetta d'origine vanno a fette. Soffriggete il tritato di carne nell'olio d'oliva, sfumate con il vino bianco, salate, a cottura ultimata, unite qualche cucchiaio di salsa di pomodoro. Cuocete la pasta, in acqua salata, scolatela al dente, trasferitela in una ciotola, ampia e condite con la salsa di pomodoro. Friggete le melanzane, e cuocete le uova. Prendete uno stampo, io ho usato uno a cerniera della Pavoni,  ungetelo con olio e spolverate con del pan grattato, fate un primo strato di pasta, alternando a strati le melanzane, la carne trita, il pecorino, uova, basilico, tuma e salame tagliati a fette. Per finire l'ultimo strato deve essere completato con la pasta, le melanzane a fette e abbondante pecorino. Cuocete la pasta in forno per 20 minuti a 200° C, appena si è sciolto il formaggio formando una crosticina dorata potete sfornare e servire.

Ricetta tratta dal libro: I segreti della cucina di Montalbano, di Stefania Campo, edizioni Il leone verde.